Graffione, collezione Pansa (CH)

Graffione o Kreagra, strumento in bronzo fornito di sette ganci (rebbi) incurvati verso l’interno, fissati ad un’immanicatura a cannone tramite un anello. Di interpretazione controversa, in passato interpretato come porta-torcia o strumento da tortura, l’ipotesi più accreditata è quella di utensile da cucina, utilizzato per infilzare pezzi di carne o recuperarli dal calderone; quest’ultima è avvalorata dalla raffigurazione in uno stamnos vulcente attribuito al Pittore di Hephaisteion (470 a.C.), che raffigura Medea e una figlia di Pelias ai lati di un calderone mentre sta per essere bollito un capro. Si diffonde principalmente in Etruria e da lì in area Picena (Numana), strumenti di foggia analoga sono documentati anche in ambito culturale La Tène.

 

Evidenze storiche

 

 

 

Collezione Pansa, Museo Archeologico d’Abruzzo, Chieti

La Collezione Pansa fu lasciata in eredità al Museo Nazionale per volere dell’ avv. Giovanni Pansa, avvocato di Sulmona e grande collezionista di antichità. Purtroppo molti dei reperti entrati nella collezione sono, come in questo caso, senza dati di contesto: pertanto non è nemmeno certo che il reperto sia di provenienza abruzzese.

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