Calzature: Hallstatt, La Tène, caligae romane, calcei

CALZARI CELTICI MODELLO HALLSTATT

In una delle più antiche miniere di salgemma in Europa, sul monte del Dürrnberg, è tutt'ora possibile ripercorrere le stesse gallerie in cui i Celti, già più di 2500 anni fa, hanno estratto per la prima volta il sale.

Fin dall'epoca in cui vissero i Celti il sale ha dato ricchezza e prosperità a chi lo possedeva, grazie alle sue caratteristiche alimentari ma soprattutto alla sua capacità di conservare i cibi; proprio a questa sua ultima ma importante caratteristica dobbiamo il ritrovamento di quelli che sono i pochissimi reperti di calzature celtiche conservate fino ad ora.
Questi pochi ma importantissimi ritrovamenti, uniti a decorazioni e bassorilievi che ci sono pervenuti, hanno permesso di ricostruire un quadro di quello che poteva essere l'insieme delle calzature utilizzate dai celti nel corso dei secoli.

Uno dei reperti ritrovati nelle miniere del Dürrnberg è mostrato qui sotto:

Attualmente custodito nel museo di Salisburgo (Austria), è datato VI-V sec. a.C, ed è costituito da un unico pezzo di pelle di vitello ripiegato legato con del filo, probabilemente di canapa. Inoltre si nota la presenza di una suola sottostante sempre dello stesso materiale, cucita al calzare mediante un laccio, anch'esso di cuoio ricavato probabilmente dalla stessa pezza di pelle.

Qui sotto è mostrata la ricostruzione:

La scarpa è stata realizzata partendo da una pezza di pelle naturale, alla quale è stata cucita una suola ricavata dallo stesso materiale e cucita mediante un laccio di cuoio.
La parte anteriore è stata ripiegata in maniera da formare una specie di "sacchetto", quindi sono stati praticati dei fori dentro i quali è stato fatto passare un laccio di canapa, che oltre a tenere chiusa la scarpa anteriormente permette di legarla al collo del piede. Nel tallone, come si nota dal reperto, vi è una chiusura realizzata anch'essa con un laccio di cuoio.

La scarpa così realizzata risulta essere abbastanza comoda, trascurando il fatto che la mancanza di una suola spessa e robusta costituisce per l'uomo moderno un forte fastidio soprattutto in terreni accidentati.
Il ripiegamento anteriore della pelle protegge la punta del piede e parzialmente il collo dall'esposizione all'ambiente esterno, ed inoltre non necessita di ulteriori cuciture.
Nonostante la semplicità, sembra essere ben realizzata e funzionale, intelligentemente ripiegata così da essere facile da realizzare ma nel contempo pratica.






CALZARI CELTICI MODELLO HALLSTATT 2

(COMMISSIONE PRIVATA)



Calzari realizzati interamente a mano in cuoio con suola chiodata e non, realizzati su misura e personalizzabili al 100%.

Altro esempio dello stesso modello di calzatura è mostrato qui sotto, la suola è stata fissata esternalmente con una serie di piccoli chiodi ribattuti all'interno che aumentano la durata della scarpa e la robustezza della suola.

 


EVIDENZE STORICHE

Particolare del calderone di Gundestrup (fine II sec. a.C. Jutland, Danimarca), il quale mostra una processione di guerrieri e cavalieri che indossano delle calzature basse probabilmente simili ai modelli riprodotti sopra.

Mostra temporanea "I segreti dei Celti", Museo Nazionale delle Antichità, Leiden, Olanda.
Alcune calzature da
Dürrnberg (VI-V sec. a.C.)







SCARPE CELTICHE MODELLO CHIUSO HALLSTATT




Realizzate interamente a mano in vero cuoio con suola in cuoio, su riferimento di numerose fibule hallstattiane, le quali ne evidenziano tutte la punta pronunciata (vedi sotto)

 





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